
Fondamenti delle Norme di Buona Pratica Farmaceutica
Definizione e obiettivi delle Norme di Buona Pratica Farmaceutica (NBP)
Tutti i farmacisti, compresi quelli che operano in farmacia ad uso interno (PUI), sono tenuti ad assicurare un alto livello di qualità nelle loro pratiche. Spetta quindi a loro promuovere l'eccellenza professionale al servizio della salute pubblica. Le Norme di Buona Pratica Farmaceutica (NBP) concretizzano questo principio regolando la qualità delle preparazioni farmaceutiche nella pratica ospedaliera quotidiana.
In conformità con le raccomandazioni internazionali, devono essere definite norme nazionali per migliorare continuamente l'esercizio della farmacia. In Francia, ad esempio, la decisione del 2 agosto 2023 dell'Agenzia nazionale di sicurezza del farmaco (AIFA) stabilisce il nuovo riferimento vincolante per le farmacie ospedaliere in materia di Norme di Buona Pratica di Preparazione (NBP). Rafforza i requisiti introdotti nel 2007, in particolare sull'analisi dei rischi, i controlli rafforzati, la formazione del personale e le limitazioni dei volumi di produzione per lotto, come riportato anche dall’Ordine nazionale dei farmacisti.
Così, le NBP costituiscono oggi il riferimento vincolante per i farmacisti ospedalieri: definiscono i requisiti in materia di tracciabilità, sicurezza e conformità a ogni fase del circuito del farmaco. La loro applicazione si impone come una leva centrale per la gestione dei rischi.
Quadro normativo delle Norme di Buona Pratica Farmaceutica (NBP)
I requisiti dei paesi membri convergono con le pratiche europee.
In Francia, l'allineamento del riferimento NBP 2023 con la guida GMP Allegato 17 sulla liberazione in tempo reale testimonia una preoccupazione condivisa di armonizzazione normativa a livello europeo.
Allo stesso modo, in Belgio, ad esempio, l’Agenzia federale per i farmaci e i prodotti sanitari (AFMPS) ha pubblicato nel 2009 una guida analoga che fissa requisiti simili per le preparazioni sterili e non sterili ad uso ospedaliero.
Questi allineamenti normativi mostrano una volontà comune di armonizzare le pratiche su basi scientifiche e qualitative robuste. Il farmacista ospedaliero è oggi invitato ad adottare una cultura della prova più che una cultura del processo, giustificando ogni decisione con dati tracciabili e vincolanti.
Questa impostazione richiede un'adattamento delle organizzazioni: documentazione standardizzata, formazione rafforzata, gestione proattiva del rischio, utilizzo di sistemi di controllo analitico efficaci.
Norme di Buona Pratica di Fabbricazione nell'industria farmaceutica
Principi fondamentali delle NBF
Le Norme di Buona Pratica di Fabbricazione (NBF) regolano la produzione di farmaci secondo standard rigorosi. Mirano a garantire una qualità costante dei prodotti farmaceutici a ogni fase della loro fabbricazione, dalla ricezione delle materie prime fino alla liberazione dei lotti. Questi standard sono principalmente definiti dalla normativa europea, in particolare dalla guida delle Norme di Buona Pratica di Fabbricazione presente nel volume 4 dell'EudraLex, e dalle raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, dettagliate nella guida tecnica TRS 986, Allegato 2.
I principi generali delle NBF si applicano anche alle PUI nella misura in cui alcune delle loro preparazioni sono di alto livello di criticità, come i citotossici, i sterili o i farmaci sotto ATU. Per ogni fase, le procedure devono essere convalidate, le apparecchiature qualificate, i locali controllati e gli operatori formati.
Componente | Requisiti |
|---|---|
Prodotti | Conformità alle specifiche fisico-chimiche |
Processi | Validazione documentale, controllo in corso di fabbricazione |
Locali | Ambiente pulito, pressione controllata, zonazione |
Apparecchiature | Qualificate, mantenute, pulite secondo SOP validate |
Personale | Formati alle NBF, abilitati, sottoposti a monitoraggio di competenza |
In Francia, nelle PUI, questi requisiti sono modulati dall'AIFA in base al tipo di preparazione e ai rischi associati, come indicato nella versione 2023 delle NBP.
Documentazione e liberazione
Nell'ambito delle NBF, la documentazione non è solo un supporto amministrativo, ma anche e soprattutto un elemento centrale del sistema qualità. Ogni fase di fabbricazione deve essere rigorosamente documentata in un dossier di lotto, che viene poi verificato dal farmacista responsabile prima di ogni liberazione. Questo dossier include in particolare:
la lista esatta delle materie prime utilizzate, con il loro numero di lotto e il fornitore;
le apparecchiature impiegate per ogni operazione, accompagnate dal loro stato di qualificazione e mantenimento;
i risultati dei controlli in corso di fabbricazione (pH, osmolarità, concentrazione, sterilità, ecc.) così come quelli realizzati a fine processo;
le eventuali osservazioni, deviazioni e le decisioni motivate di liberazione o di rifiuto.
Questa tracciabilità sistematica è indispensabile per garantire la conformità normativa e rafforzare la sicurezza dei pazienti. In Francia, la liberazione finale del lotto è sotto la responsabilità legale del farmacista, conforme all’articolo R.5124-36 del Codice della salute pubblica. Quest'ultimo si basa sui requisiti della Farmacopea europea e sui riferimenti nazionali per validare ogni liberazione in modo vincolante in caso di ispezione o audit.
Importanza per le PUI
In un contesto ospedaliero, il rispetto delle NBF è un punto strategico cruciale per garantire la sicurezza dei trattamenti, la conformità normativa e limitare le differenze riscontrate durante le ispezioni. Le farmacie a uso interno (PUI) devono affrontare realtà operative impegnative: elevato volume di lavoro, team sotto pressione, diversità delle preparazioni...
Di fronte a queste sfide, diverse PUI ricorrono a sistemi di controllo analitico adeguati, come le HPLC interne, il doppio controllo manuale rinforzato, o dispositivi più recenti come il QCRx, che permettono di certificare automaticamente le sacche, sul prodotto finito, in meno di 70 secondi. Il QCRx® offre risposte concrete alle esigenze di tracciabilità, efficienza e robustezza attese dalle autorità sanitarie.
Norme di Buona Pratica di Preparazione ospedaliera
Problemi e ambiti di applicazione
Le Norme di Buona Pratica di Preparazione (NBP) si applicano alle farmacie ad uso interno (PUI) che realizzano preparazioni farmaceutiche destinate a un paziente o a un gruppo di pazienti. Queste preparazioni includono forme sterili (in particolare citotossici, nutrizione parenterale, terapie antibiotiche iniettabili) e non sterili (soluzioni, capsule, pomate).
La versione 2023 della guida NBP pubblicata dall'AIFA rafforza i requisiti per le PUI su quattro punti chiave:
Un approccio sistematico e documentato di analisi dei rischi;
Un controllo allargato delle preparazioni, anche tramite subappalto;
Una formazione rafforzata degli operatori;
Una definizione più rigorosa delle quantità prodotte per lotto.
Analisi dei rischi e tracciabilità
Ogni atto di preparazione deve essere oggetto di un'analisi dei rischi formalizzata, basata sulla natura del farmaco, la via di somministrazione, la popolazione target e la complessità della preparazione. Appendici pedagogiche integrate nella guida NBP 2023 forniscono griglie di analisi e un modello di dossier di preparazione.
Ogni lotto deve essere tracciato: dalla ricezione delle materie prime alla liberazione, tutte le fasi sono registrate, inclusi i controlli intermedi, le eventuali deviazioni e le autorizzazioni di liberazione. Questa tracciabilità costituisce un asse centrale del dispositivo di conformità e di protezione del paziente.
Controlli delle preparazioni
I controlli delle preparazioni possono essere interni alle PUI o subappaltati a laboratori esterni. La frequenza e la natura dei test (dosaggio, identificazione, sterilità, pH) sono adattate in funzione dei rischi.
La responsabilità della PUI è coinvolta su ogni lotto rilasciato. Dispositivi come il QCRx® possono assicurare un'analisi in tempo reale senza prelievo, con archiviazione automatica e tracciabilità digitale.
Formazione e supervisione degli operatori
La guida NBP 2023 sottolinea l'importanza della formazione continua. Frequenze minime sono raccomandate per il personale coinvolto nelle preparazioni sterili e tossiche. Gli operatori devono essere valutati e abilitati regolarmente, con una tracciabilità delle competenze in un fascicolo individuale. Le PUI devono anche mettere in atto una supervisione adeguata per garantire l'affidabilità dei processi e rafforzare la cultura della qualità interna.
Limitazione delle quantità prodotte
Le quantità preparate per lotto non devono più essere fissate arbitrariamente: devono ora corrispondere a un numero prevedibile di pazienti trattati, per un periodo determinato. Questo criterio mira a limitare i rischi di spreco, di stoccaggio prolungato o di utilizzo improprio.
La giustificazione delle quantità prodotte deve figurare nel dossier di preparazione, accanto agli elementi di pianificazione e prescrizione. Si tratta di un requisito rafforzato rispetto alla versione 2007 della guida NBP.
L'implementazione delle nuove Norme di Buona Pratica di Preparazione nelle PUI impone una riflessione strutturale sui processi, le competenze, la tracciabilità e gli strumenti. Adottando un approccio basato sul rischio, le farmacie ospedaliere si dotano di un quadro robusto, in linea con le aspettative dell'AIFA. Gli accompagnamenti con tecnologie come QCRx® permettono di rispondere a questi nuovi requisiti, guadagnando in efficienza e serenità.
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